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E_Mob 2018

SCHEDA OPERATIVA

– obiettivi da raggiungere e da condividere

  • Fare adottare politiche di road pricing progressivo in misura quanto più possibile uniforme sul territorio nazionale o comunque su aree vaste a partire dalle Aree Metropolitane, favorendo le motorizzazioni a minori emissioni, che divengano la legittimazione di un quadro di prerogative a compensazione di un comportamento virtuoso, così da attribuire alla elettromobilità una connotazione fortemente positiva non soltanto per il Paese ma anche per l’utilizzatore finale;
  • Fare adottare dai comuni le misure previste per la mobilità elettrica dal decreto legislativo 257 del 16 dicembre 2016 ( DAFI – Attuazione della direttiva europea 2014/94/UE ); le disposizione del DPCM del 18 aprile 2016. (GU serie Generale n. 151 del 30-06-2017) Approvazione dell’aggiornamento del Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (Pnire);  il D.M. del MIT , in concerto con il MATTM, del 3 agosto 2017 (GU Serie Generale n.290 del 13-12-2017). Individuazione delle dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni, nonché degli elaborati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attività per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. (17A08289);
  • Far adottare a tutti i comuni i PUMS secondo le linee guida nazionali di cui decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2017. Con questo decreto MIT, per la prima volta è stato posto l’obbligo in capo a città metropolitane, enti di area vasta, comuni ed associazioni di comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, di predisporre ed adottare nuovi PUMS entro 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto.
  • Semplificare le procedure nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, attraverso l’approvazione del regolamento per l’istallazione di sistemi di ricarica, semplificare le regole di accesso ai servizi di ricarica per i possessori di veicoli elettrici, anche attraverso con il pagamento immediato del servizio senza riconoscimento  Accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico mediante politiche di semplificazione che tengano conto delle standardizzazioni previste a livello nazionale. Ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali;
  • dare un forte impulso allo Sharing con Mezzi Elettrici;
  • stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggiore efficacia e praticabilità. (servizi di pubblica utilità – navigazione – agricoltura – ecc.)
  • Elevare il livello motivazionale, attraverso specifiche campagne informative rivolte ai cittadini affinché prendano coscienza degli elevati rischi sulla salute che corrono e mutino le proprie abitudini e vecchie convenzioni sulla mobilità.
  • Realizzare dei servizi collegati alla mobilità elettrica che non stravolga le abitudini dei cittadini ma che nell’utilizzo delle auto e del rifornimento sia molto simile a quanto avviene per la mobilità tradizionale;
  • Affiancare le case automobilistiche e i concessionari al nuovo approccio sulle modalità di vendita degli EV, attraverso una informazione e comunicazione appropriata alla nuova mobilità: evidenziare le caratteristiche specifiche del veicolo elettrico ponendo attenzione alle differenze con i motori a combustione e come possono cambiare in meglio le abitudini del cliente che sceglie un EV.
  • Far adottare a tutti i comuni i PUMS secondo le linee guida nazionali di cui decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2017. Con questo decreto MIT, per la prima volta è stato posto l’obbligo in capo a città metropolitane, enti di area vasta, comuni ed associazioni di comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, di predisporre ed adottare nuovi PUMS entro 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto;
  • Semplificare le procedure nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, attraverso l’approvazione del regolamento per l’istallazione di sistemi di ricarica, semplificare le regole di accesso ai servizi di ricarica per i possessori di veicoli elettrici, anche attraverso con il pagamento immediato del servizio senza riconoscimento  Accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico mediante politiche di semplificazione che tengano conto delle standardizzazioni previste a livello nazionale. Ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali;
  • dare un forte impulso allo Sharing con Mezzi Elettrici;
  • stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggiore efficacia e praticabilità. (servizi di pubblica utilità ( Taxi- Raccolta delle materie seconde, ecc. – navigazione – agricoltura – ecc.)
  • Elevare il livello motivazionale, attraverso specifiche campagne informative rivolte ai cittadini affinché prendano coscienza degli elevati rischi sulla salute che corrono e mutino le proprie abitudini e vecchie convenzioni sulla mobilità.
  • Sviluppare specifici programmi di formazione destinati agli operatori di mobilità e agli utilizzatori finali al fine di diffondere la conoscenza su veicoli elettrici, caratteristiche e modalità d’uso delle infrastrutture di ricarica e sulla normativa vigente.
  • Realizzare dei servizi collegati alla mobilità elettrica che non stravolga le abitudini dei cittadini ma che nell’utilizzo delle auto e del rifornimento sia molto simile a quanto avviene per la mobilità tradizionale;
  • Affiancare le case automobilistiche e i concessionari al nuovo approccio sulle modalità di vendita degli EV, attraverso una informazione e comunicazione appropriata alla nuova mobilità: evidenziare le caratteristiche specifiche del veicolo elettrico ponendo attenzione alle differenze con i motori a combustione e come possono cambiare in meglio le abitudini del cliente che sceglie un EV.

– Azioni,attività e strumenti  per raggiungere gli obiettivi condivisi a livello comunale

  • Approvare il regolamento comunale che recepisca la normativa vigente nazionale, con le modifiche del regolamento edilizio con l’introduzione dei criteri per l’istallazione di sistemi di ricariche pubbliche e private;
  • Predisporre un sistema di consegne merci a zero emissioni, dapprima nel centro storico e successivamente nell’intera città, favorito dalla presenza sul mercato di veicoli idonei. L’utilizzo è inoltre favorito dalle aree di carico e scarico, dotate parzialmente o totalmente di sistemi che siano in grado di controllare e razionalizzare l’utilizzo;
  • Istituzione di una finestra oraria di accesso nella ZTL dedicata al trasporto merci su mezzi elettrici, sulla scia di quanto effettuato nella nuova riformulazione di Area C;
  • Emanazione di norme volte a favorire l’accesso dei veicoli elettrici nelle ZTL e anche di aree di sosta a pagamento legate al livello di emissione del veicolo;
  • Sviluppo di sistemi di Low Emission Zone, volti anch’essi alla riduzione del numero di vetture maggiormente inquinanti in città;
  • Illustrare i benefici ai Mobility Manager aziendali, al fine di convincerli verso questa forma di mobilità ed anche verso un sistema di condivisione delle vetture;
  • Avviare i processi di acquisto di veicoli per il servizio di TPL, seguendo la scia del Comune di Milano e di ATM che ha approvato le linee guida sull’adozione di una flotta completamente elettrica entro il 2030;
  • Incentivare la conversione dei taxi, non solo dal punto di vista dei sussidi per il passaggio dell’elettrico ma anche con idonea infrastruttura e con un sistema premiante sulle code rispetto agli analoghi veicoli endotermici;
  • Promuovere e favorire i mezzi per la navigazione sulle vie d’acqua a zero emissioni, al fine di salvaguardare l’ecosistema marino, lacustre e fluviale;
  • Supportare l’utilizzo delle biciclette a pedalata assistita e di moto elettriche, anche in sharing, favorendone la standardizzazione de facto delle soluzioni di ricarica, al fine di consentire la creazione di idonea infrastruttura per favorirne il prelievo, la ricarica ed il rilascio in prossimità di stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus, oltre nelle vicinanze di siti di primario interesse all’interno della città;
  • Estensioni delle reti ciclabili;
  • Le pubbliche amministrazioni locali, gli enti e le istituzioni da esse dipendenti o controllate, e i gestori di servizi di pubblica utilita’ per le attivita’ svolte  nelle  province ad alto inquinamento di particolato PM10 di cui all’allegato  IV del D. Lgs. 257/2016 ,  al momento della sostituzione del rispettivo parco autovetture,  autobus e mezzi di servizio di pubblica utilita’,  ivi compresi quelli per  la raccolta dei rifiuti urbani, si impegnano  all’acquisto di almeno il 25 per cento di  veicoli elettrici  e  veicoli  a funzionamento ibrido bimodale e a  funzionamento  ibrido  multimodale entrambi con ricarica esterna, nonche’ ibridi nel caso degli autobus.
  • Promuovere l’utilizzo di mezzi elettrici in campo agricolo, caratterizzandone ulteriormente la qualità agroalimentare, favorendo anche la dotazione infrastrutturale necessaria;
  • Esonerare gli operatori che installano infrastrutture di ricarica elettriche dal pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico;
  • Prevedere la possibilità di sottoscrivere convenzioni urbanistiche con gli operatori che istallano sistemi di ricarica elettrica per la realizzazione di opere di urbanizzazione a scomputo, come previsto dalla normativa vigente, come compensazione quale modalità estintiva e satisfattiva di un’obbligazione pecuniaria.

 

 – Azioni, attività e strumenti a livello sovra comunale e/o regionale che si devono programmare/promuovere.

  • Approvare la legge regionale che fissa i criteri omogenei per l’istallazione dei sistemi di ricarica, che verifichi che gli strumenti urbanistici e di programmazione territoriali siano adeguati con la previsione di uno standard minimo di dotazione di impianti di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ad uso collettivo a corredo delle attivita’ commerciali, terziarie e produttive di nuovo insediamento e che indichi dei termini di tempo per l’utilizzo esclusivo dei mezzi elettrici nei corsi d’acqua e nel laghi prealpini;
  • Sostegno finanziario per l’acquisto di furgoni e/o camion elettrici, da richiedere alle Autorità Regionali, Nazionali ed Europee, fino a quando il mercato non avrà raggiunto il desiderato livello di maturità;
  • Le Regioni e le città metropolitane devono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione tramite i POR ed il PON Metro (periodo di programmazione 2014- 2020) per finanziarie progetti di mobilità elettrica (installazione infrastrutture di ricarica, acquisizione bus elettrici etc.etc);
  • Incentivi per i mezzi per la navigazione sulle vie d’acqua a zero emissioni, al fine di salvaguardare l’ecosistema marino e fluviale;
  • Semplificare l’accesso alle risorse finanziarie già stanziate per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica (es. Fondo MIT per lo sviluppo del Piano Nazionale delle infrastrutture di ricarica Elettriche) e utilizzare le risorse previste nei Piani Operativi Regionali (POR 2014- 2020) dedicate alla promozione dei trasporti urbani a basse emissioni per lo sviluppo di progetti di mobilità elettrica. 

 

– Proposte e richieste  al governo nazionale per raggiungere gli obiettivi indicati dalla carta metropolitana e dai documenti attuativi

 

  1. SEMPLIFICAZIONE ED UNIFORMAZIONE A LIVELLO NAZIONALE DI TUTTE LE PROCEDURE PER L’INSTALLAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE DI RICARICA PER I VEICOLI ELETTRICI.
    1. Far suo un piano di sviluppo della infrastruttura di ricarica su tutto il territorio nazionale con la definizione di obiettivi annuali di consistenza e tipologia delle stazioni di ricarica da rendere operative
    2. Stabilire tempistiche massime per la concessione di permessi relativi all’installazione;
    3. Adottare linee guida uniformi in materia di concessione dell’esonero della tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche anche per infrastrutture di ricarica installate in ambito pubblico;
    4. Adozione di standard tecnologici uniformi;
    5. Con riferimento alle aree sottoposte a vincolo (paesaggistico, culturale od architettonico) che l’installazione di un infrastruttura di ricarica rientri tra quegli interventi esclusi (totalmente o parzialmente) dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzativa semplificata[1]
    6. La creazione di una cabina di regia nazionale che possa monitorare l’avanzamento del piano e adottare eventuali misure correttive, supervisionare ed adottare criteri uniformi nella definizione e allocazione dei fondi destinati alla mobilità elettrica.

 

  1. INTERVENTI REGOLATORI E TARIFFARI

Da punto di vista tariffario si richiede la definizione di tariffe per la fornitura di energia per la ricarica (sia in ambito pubblico che privato) tali da favorire la diffusione della mobilità elettrica.

Con riferimento alla fornitura di energia elettrica per punti di ricarica pubblici (sia in luoghi privati aperti al pubblico che su suolo pubblico tout court), l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha definito una tariffa specifica, con componenti fisse ripartite sui consumi in kWh attesi, per incentivare l’uso dell’auto elettrica nella fase di avvio del mercato. Tale tariffa specifica, per la quale è peraltro stato annunciato il termine al 31.12.2019, prevede però valori delle componenti regolate che risultano ancora non sufficientemente incentivanti. È pertanto necessario, da una parte, ridurre il valore di tali componenti regolate e dall’altra di prorogare la validità di questa tipologia di tariffa oltre il 2019.

In ambito privato, per i soggetti che effettuano la ricarica del veicolo presso un punto di prelievo separato dall’abitazione principale (ad esempio box/garage), il costo della ricarica risulta particolarmente oneroso, sia perché i corrispettivi (pari a quelli previsti per l’utenza non domestica) sono più elevati di quelli delle tariffe domestiche sia per via degli oneri legati alla presenza di una nuova fornitura. Per queste fattispecie andrebbe prevista una tariffa specifica/incentivante, come già fatto per la ricarica pubblica, che consenta pari condizioni di costo di ricarica per i clienti che devono prevedere un nuovo allaccio alla rete elettrica.

A tal fine, è necessario un intervento normativo che dia un indirizzo all’Autorità in tal senso.

 

  1. AGEVOLAZIONI FINANZIARIE

 

Promuovere il veicolo elettrico significa non solo supportare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica (anche per ridurre la c.d. range-anxiety ) introducendo agevolazioni per l’acquisto e l’installazione delle diverse tipologie di ricarica, ma anche adottare forme di incentivi di natura non fiscale che favoriscano l’utilizzo dell’auto elettrica.

 

A tal fine si ritiene opportuna l’introduzione di agevolazioni fiscali quali:

  • L’adozione di una misura normativa volta a prevedere che le spese per l’acquisto e l’installazione di impianti di ricarica possano beneficiare di una detrazione dall’imposta lorda ai fini sia IRPEF che IRES per una quota pari al 65 % degli importi a carico del contribuente, fino ad una detrazione massima di 10.000 euro (in analogia a quanto già previsto per gli interventi di efficienza energetica). Il medesimo beneficio si potrebbe applicare anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente per acquisto ed installazione di impianti d ricarica dei veicoli elettrici su parti comuni degli edifici condominiali.
  • Prevedere altresì che la sopra indicata detrazione fiscale sia cumulabile con la già esistente misura del super ammortamento per massimizzare gli investimenti di un’impresa che acquista infrastrutture di ricarica per la propria flotta aziendale;

Introdurre uno o più strumenti d’incentivazione economica che permetta di avvicinare il costo d’acquisto dei veicoli elettrici a quello degli omologhi a combustione interna.

Possono essere prese in considerazione le seguenti soluzioni:

  • Previsione di una imposta agevolata all’acquisto dei veicoli elettrici inserendo tali veicoli nell’elenco dei beni e servizi soggetti ad aliquota agevolata del 10% (i.e. modifica alla Tabella A, parte III del DPR 633/1972).
  • Previsione di contributi economici a coloro che acquistano un veicolo elettrico. Al contributo statale deve corrispondere uno sconto di pari importo praticato dal venditore dei veicoli elettrici.
  • Introduzione di un sistema di detrazione fiscale (Irpef/Ires) in analogia a quanto già effettuato per le ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di grandi elettrodomestici.

Si auspica inoltre l’adozione di agevolazioni di natura non fiscale che possano generare nel consumatore un atteggiamento positivo verso l’utilizzo di queste nuove tipologie di veicoli. In particolare:

  • Favorire l’adozione a livello nazionale di una normativa uniforme che favorisca le agevolazioni all’utilizzo del veicolo elettrico (quale ad esempio ZTL, corsie dedicate, parcheggi gratuiti) peraltro già in vigore presso alcune amministrazioni comunali; in tal senso dare attuazione alle norme previste dal D.lgs n. 257/2016 che attribuisce al Governo il compito di promuovere la stipulazione di una intesa con le Regioni per favorire il raggiungimento di posizioni unitarie sulla realizzazione di punti di ricarica accessibili al pubblico, in termini di regolazione della sosta, accesso ad aree interne delle città, misure di incentivazione e armonizzazione degli interventi ed obiettivi comuni nel territorio nazionale in materia di reti infrastrutturali di ricarica e rifornimento a servizio dei veicoli alimentati ad energia elettrica ed altri combustibili alternativi;
  • Promuovere, come previsto dal D.lgs n. 257/2016, in sede di conferenza Stato- Città e autonomie locali una intesa volta ad assicurare la regolamentazione omogenea sull’accesso alle aree a traffico limitato

La previsione di incentivi c.d. indiretti (es. benefici di tipo assicurativo e in termini di pagamento dell’imposta di bollo)

 

  1. STABILIRE STRUMENTI REGOLATORI E DISPOSIZIONI TECNICO-NORMATIVE SPECIFICHE VOLTE A RISOLVERE I PRINCIPALI PUNTI APERTI DEL SETTORE

Affrontare, su appositi tavoli tecnico-istituzionali, le principali criticità ancora presenti nel settore. Definire in tempi molto brevi una strategia nazionale in merito a identificare gli strumenti normativi adeguati alla risoluzione dei punti aperti.

Si analizzino in particolare i seguenti aspetti:

  • Gestione della sosta presso i punti di ricarica: analogamente alla disposizione concernente gli spazi riservati alla sosta dei veicoli per carico e scarico delle merci è necessario un esplicito divieto di fermata negli spazi riservati alla sosta per i veicoli a trazione elettrica per veicoli non interessati alle operazioni di ricarica (i.e. intervento normativo volto a modificare il d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285). L’uso dello stallo deve essere normato e controllato efficacemente dagli organi preposti. Un ulteriore incentivo per evitare soste eccessive potrebbe essere una fatturazione  a tempo, che prosegua anche oltre il termine del processo di ricarica che è misurata in kWh. Il Governo, per  il  tramite  del  Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti, promuove la stipulazione di un’intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, per assicurare la realizzazione di posizioni unitarie in  termini  di regolazione della sosta, accesso ad aree interne delle citta’, misure di  incentivazione  e  l’armonizzazione  degli  interventi  e   degli obiettivi  comuni  nel  territorio  nazionale  in  materia  di   reti infrastrutturali di ricarica
  • Ritiro, riutilizzo e riciclo degli accumulatori presenti sui veicoli elettrici a fine vita utile per la trazione con lo scopo di ridurre il total cost of ownership per gli utilizzatori di veicoli elettrici. Supportare attività di ricerca, sviluppo e test di metodologie innovative e sostenibili per il riutilizzo delle batterie veicolari a fine vita del veicolo (applicazioni “second life”) o per il recupero e il riciclo dei materiali strategici (terre rare e metalli preziosi) presenti al loro interno. Occorre cogliere ogni opportunità di sviluppo condiviso con il territorio favorendo una filiera specifica per questo importante ambito di crescita del Paese.
  • Normare i nuovi mezzi di mobilità dolce, quali i segway, hoverboard, monoruote e monopattini elettrici;
  • Emanare da parte del MIT, in concerto con il MISE, i criteri per la comparazione dei prezzi praticati dagli operatori dei punti di ricarica, come previsto dalla DafI;
  • Creare la mappa, sul sito istituzionale del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti la mappa nazionale dei punti di ricarica  accessibili al pubblico dei sistemi di ricarica, con tutte le informazioni utili e necessarie all’utente come previsto dalla Dafi.

Per il finanziamento delle incentivazioni si potrebbe pensare alla definizione di un meccanismo di tipo “bonus-malus” che penalizzi i veicoli più inquinanti (p.es. automobili con emissioni di CO2>200g/km).

[1] Come indicate nel Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31 – Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzativa semplificata G.U. 22 marzo 2017, n. 68)