Anche i mezzi elettrici per la navigazione sulle vie d’acqua necessitano di essere incentivati, al fine di poter introdurre battelli, traghetti ed altri natanti a zero emissioni che siano in grado di salvaguardare l’ecosistema marino e fluviale, oltre che a generare benefici anche ad aree attrattive dal punto di vista turistico.

L’obiettivo della riduzione delle emissioni inquinanti può essere preso anche incentivando l’utilizzo di biciclette a pedalata assistita, anche in sharing, che permettono:

  • utilizzi anche a persone aventi anche scarsa preparazione atletica all’uso della bicicletta;
  • spostamenti aventi distanze più elevate rispetto a quanto viene di solito effettuato nei centri urbani;
  • il supporto alla produzione di questi mezzi alle aziende che già ad oggi sono presenti sul mercato nazionale.

 

Di conseguenza, i comuni firmatari della Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica, oltre ad impegnarsi a favorire servizi di sharing come visto in precedenza, prendono l’impegno di sviluppare anche un idonea infrastruttura, per favorire il prelievo ed il rilascio di queste biciclette in prossimità di stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus e nelle vicinanze di siti di primario interesse all’interno delle città (es. lavorativi, turistici), con velostazioni dotate di idonei ed efficienti sistemi di ricarica.

Ai fini della sicurezza degli utilizzatori, è opportuno che tra i requisiti previsti dai bandi comunali che autorizzano lo svolgimento dei servizi di bike sharing sia ricompresa la conformità dei veicoli presenti nelle flotte agli standard europei (es. EN 14764 per le biciclette tradizionali ed EN 15194 per le biciclette a pedalata assistita).

In aggiunta è necessario prevedere un piano di investimenti per favorire la ciclabilità sul territorio, come ad esempio l’estensione delle reti ciclabili.

Pertinente al tema della mobilità dolce è l’adozione di misure a favore dei mezzi elettrici a due ruote, in quanto va tenuto presente che le moto e gli scooter endotermici presentano spesso livelli di inquinamento non distanti da quelli di un’autovettura. In Italia, supportando anche i casi di eccellenza di imprese operanti in questo campo, si potrebbe creare una vera e propria filiera produttiva. Occorre anche procedere a normare i “nuovi” mezzi a due ruote di mobilità dolce, nel quale possono rientrare i segway, hoverboard, skateboard, monoruote e monopattini elettrici, sia relativamente alle regole di circolazione (codice della strada), sia rispetto agli standard tecnici di costruzione (norme CEN/ISO).

Vanno inoltre ricordati i benefici che potrebbero derivare dall’adozione in campo agricolo dei mezzi elettrici, che caratterizzerebbero ulteriormente la qualità agro-alimentare, ottenendo colture prive di emissioni inquinanti. A tal proposito, occorre che i bandi atti a favorire il rinnovamento dei mezzi in questo settore eroghino sempre più incentivi verso mezzi elettrici oltre che trattare il tema dell’elettrificazione come obiettivo primario dei piani di sviluppo rurale. Di conseguenza va incentivata anche la dotazione infrastrutturale c/o le aziende agricole e la riduzione del costo dell’energia elettrica, grazie alla messa a disposizione di fondi equivalenti al mancato introito sulle accise previsto per benzina e gasolio agricolo, che dovranno essere progressivamente disincentivati.

In ultimo, il buon esempio in tema di mobilità a zero emissioni può essere dato proprio dalle Amministrazioni Comunali che:

  • in ossequio a quanto previsto dall’art. 18, comma 10 del D.Lgs. 257/2016 per le attività svolte nelle province ad alto inquinamento di particolato PM10, al momento della sostituzione del rispettivo parco autovetture, autobus e mezzi di servizio di pubblica utilità, ivi compresi quelli per la raccolta dei rifiuti urbani, sono obbligati all’acquisto di almeno il 25 per cento di veicoli a GNC, GNL e veicoli elettrici e veicoli a funzionamento ibrido bimodale e a funzionamento ibrido multimodale entrambi con ricarica esterna, nonché ibridi nel caso degli autobus. Nel caso in cui il numero dei mezzi da sostituire è inferiore a 4, gli aderenti prendono l’impegno di acquistare solo mezzi elettrici;
  • anche se non ricadenti nell’obbligo previsto dall’art. 18, comma 10 del D. Lgs. 257/2016, possono, a titolo volontario, comunque introdurre veicoli a basse emissioni al momento della sostituzione del proprio parco veicoli.
  • possono assegnare punteggi aggiuntivi ai soggetti che propongono l’uso di veicoli elettrici a emissioni zero e veicoli ibridi plug-in ad elevata autonomia in elettrico, nelle gare di assegnazione dei servizi esternalizzati, in particolare per i servizi di pubblica utilità e per i servizi di nettezza urbana;
  • possono decidere di ricevere beni e servizi solo da soggetti aventi una flotta, parziale o totale, di veicoli elettrici;
  • hanno facoltà di rinunciare alla flotta di proprietà per utilizzare mezzi in sharing presenti sul territorio, favoriti anche dal modello station based che consente una preventiva prenotazione del mezzo e la presa e rilascio dello stesso in punti prestabiliti all’interno della città;
  • possono procedere alla condivisione con la cittadinanza dei mezzi di proprietà comunale, soprattutto negli orari di chiusura, usufruendo delle nascenti piattaforme di condivisione delle vetture;
  • sono i soggetti che emanano PUMS, PGT, Biciplan e i regolamenti edilizi oltre che estensori delle possibili linee guida comunali per la diffusione di sistemi di mobilità dolce elettrici, ovvero tutti quei strumenti pianificatori che consentono di mettere in campo le azioni previste dai gruppi di lavori sulla Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica;
  • possono destinare bandi di incentivazioni all’acquisto di biciclette elettriche/ciclomotori/motocicli elettrici a favore dei privati cittadini, per la costituzione di flotte di veicoli elettrici a due ruote aziendali (quale parziale sostituzione delle flotte auto) e per la diffusione di cargo bike elettriche per la distribuzione delle merci e consegne in città;
  • possono prevedere coefficienti minimi (0,1) ai canoni per l’occupazione di tutto lo spazio pubblico utilizzato per la fornitura del servizio.

oltre che dai governi Regionali e Nazionali, che possono, in particolar modo per la nautica:

  • introdurre norme ad hoc legate alla navigazione dei corpi idrici e licenze per mezzi esclusivamente elettrici per la navigazione interna da diporto;
  • sviluppare piani volti all’infrastrutturazione di colonnine di ricarica presso porti e attracchi;
  • applicare una forte scontistica o la completa gratuità sui canoni demaniali agli operatori del trasporto nautico non TPL che utilizzano mezzi elettrici.